
La storia dei dolci si toscani si perde nella notte dei tempi, e spesso finisce per mescolare realtà, fantasia e leggenda. I ricciarelli: mandorle, zucchero e miele, finemente raffinato e impastato con albume d’uovo, si distinguono dal comune marzapane per la pasta morbida ed aromatica, la cottura in forno e il sottile strato di zucchero. Il panforte: l’origine più accreditata del nome “panforte” sembra essere legata al gusto acido e quindi “forte” (dal latino “fortis” che vuol dire acido) conferito al dolce dal velo di muffa generato dallo strato di umidità che si creava, quando l’impasto del “pan melato” non era cotto a puntino o la frutta non era perfettamente asciutta. Una romanticaleggenda vuole che l’inserimento di spezie e del pepe nel dolce senese si debba ad una certa suor Ginevra, chiusasi per amore in un convento. Mentre era intenta alla preparazione del panmelato, sentì giungere dalla strada sotto al monastero la voce dell’amato, Messer Giannetto da Perugia, da lei creduto morto durante le Crociate: per l’emozione cominciò a buttare in modo incontrollato nel consueto impasto, insieme afrutta secca e canditi, spezie e pepe, creando un dolce dal gusto piccante e dall’intenso profumo.
|